Performance e saving in produzione

 

Aumentare la sicurezza sul luogo di lavoro

 

Docente: Tiziano Bergonzi


È arduo considerare la sicurezza oltre l’aspetto economico di spesa derivante dall’applicazione delle imposizioni di legge? Sembra di si con tutte le notizie di incidenti che i media ci riversano con toni concitati e spesso sanguinari.


È altrettanto vero che tutti si scandalizzano quando accade un incidente e che richiedono a gran voce “più rigore!”, “più controlli!”. Ammettiamolo: chi, anche nel proprio piccolo, tuttavia non è stato tentato più volte di dire “ho sempre fatto così e non è mai successo nulla”?


Facciamo un breve calcolo: abbiamo tutti gli strumenti per gestire il problema dal punto di vista tecnico, dal punto di vista legislativo sono più di dieci anni che la nostra legislazione è “virtuosa”... Come mai la somma non è zero come dovrebbe essere il numero degli incidenti?


Fin dall’antichità possiamo ricavare esempi di come la sicurezza possa essere considerata una scelta post analisi costi-benefici. Nella costruzione delle piramidi morirono decine di migliaia di schiavi; all’inizio dell’era industriale la situazione nelle miniere non era molto dissimile e, più recentemente, le cinture di sicurezza non venivano installate a bordo delle autovetture perchè la gente poteva pensare che erano insicure. Oggi, fortunatamente, ci sono dei fattori che modificano questi atteggiamenti: l’ABS è un fattore determinante nella scelta della propria auto. I danni “sociali” incominciano, fortunatamente, ad essere considerati. “Incominciano” è la parola adatta perchè la sovrastima delle proprie capacità e le abitudini sono difficili da sconfiggere anche in presenza di danni sociali incredibili come sta accadendo.


Investire in sicurezza è un argomento delicato da trattare e da affrontare. Spesso, purtroppo, non viene nemmeno argomentato giustamente. Il più delle volte la sicurezza è associata alle pene per il mancato rispetto, piuttosto che ai benefici dell’osservanza. Il cantiere chiude se gli operai sono senza la benchè minima misura di protezione pur citata all’entrata del cantiere stesso.


Perchè non rovesciare la visione del problema? Innanzitutto cambiando linguaggio. Problema? No, opportunità!


 

Tiziano Bergonzi. Ingegnere Civile, si occupa da diversi anni di sviluppo e gestione di progetti e di team di lavoro presso multinazionali ed enti pubblici. È abilitato alla Progettazione Antincendio, al ruolo di RSPP e di Coordinatore della Sicurezza in cantiere. Segue diversi corsi di approfondimento in Italia e all’estero e svolge attività di gestione dell’emergenza anche in forma di volontariato all’interno della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana. È management consultant di consultant.

 

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Argomenti trattati in questo volume:
(1) Performance eccellenti senza spreco
(2) Fonti comuni dello spreco
(3) Programma per ridurre lo spreco
(4) Controllo dello spreco
(5) Organizzare l'attacco allo spreco
(6) Dinamiche interpersonali e comportamenti preventivi sul lavoro

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