Problem solving relazionale
Problem Solving per l'innovazione
Autore: Antonio Gallione
Quando le cose non vanno come vorremmo diciamo comunemente che abbiamo un problema.
In altre parole, i risultati delle nostre azioni hanno generato effetti diversi da quelli attesi e non ne siamo soddisfatti. In questo caso e, tecnicamente, si dice che lo stato desiderato è diverso da quello attuale. In molti aspetti della nostra vita i problemi vengono vissuti più o meno bene e "risolti" a partire da questa considerazione di base: l'obiettivo è quello di far si che lo stato presente (problematico) si trasformi nello stato desiderato (soddisfacente e atteso); maggiore è la precisione della descrizione dell'obiettivo e maggiore è la probabilità di risolvere il problema per il meglio.
Questo avviene tipicamente anche a livello dell’innovazione.
Mutuando una serie di ragionamenti dal problem solving aziendale, possiamo aggiungere che quando un processo non consegue i risultati desiderati occorre affrontare il problema con una serie di passi che consentano di passare all'azione dopo aver identificato le cause a partire dai sintomi osservati. È chiaro che se la raccolta di informazioni iniziale non è sufficiente o mal diretta le nostre azioni non produrranno gli effetti desiderati.
Questi passi sono importanti per definire i passi dell’innovazione.
Ma, nello specifico, esiste un altro argomento importantissimo: nell’innovazione occorre anche l'aspetto fondamentale ed ispiratore, che risiede nel principio enunciato dalla neurolinguistica: "LA MAPPA NON È IL TERRITORIO" che, tradotto in termini comuni, significa che la rappresentazione della realtà non è la realtà: ogni organismo vivente o "parte" di esso acquisisce attraverso i sensi ciò che della realtà sembra essere significativo e su queste basi elabora la sua verità, il suo "vissuto" fisico e mentale. Da questa rivelazione, per certi versi sorprendente, emerge la conclusione paradossale che non esiste una realtà, ma tante rappresentazioni e interpretazioni di essa.
Il compito di chi si occupa di Problem Solving avanzato si fonda in buona parte proprio su queste considerazioni: alcune persone percepiscono con disagio queste differenze o non riescono ad ammettere addirittura l’esistenza di “verità” e “possibilità” diverse dalla propria.
L’attività di innovazione deve dunque condurre il cliente a fare un percorso di acquisizione e di conoscenza che gli consenta di ammettere, accogliere e accettare nuove realtà possibili.
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Antonio Gallione. Consulente e formatore econsultant in ambito Total Quality Management, sviluppo organizzativo e comunicazione, coaching. È master advanced in Programmazione Neurolinguistica. È counselor e tesoriere Aico (Associazione Italiana di Counseling). |
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