Benessere e cambiamento in azienda
Potenziale stress: "sale della vita" o "veleno mortale"?
Autore: Loris De Martin
”Più di un lavoratore su quattro nell'Unione Europea soffre di stress legato all'attività lavorativa. Questa importante questione coinvolge tutti - datori di lavoro, lavoratori e società - in quanto possono sorgere problemi di salute, può aumentare l'assenteismo e si rischia di ridurre la produttività e la competitività delle aziende.” European Agency for Safety and Health at Work.
Ho voluto iniziare questo articolo citando il dato dell’agenzia europea per la salute sul luogo di lavoro, per dimostrare quanto il fenomeno stress stia interessando a vari livelli istituzioni ed enti che si occupano di lavoro, salute e benessere.
Nello stesso tempo ritengo che l’informazione diffusa e l’idea generale relativa al tema dello stress non permetta di conoscere anche i reali vantaggi e le potenzialità in atto che il fenomeno racchiude in sè.
Per questo motivo è necessario da subito nominare il meccanismo con la sua vera definizione che è: S.G.A. ossia Sindrome Generale di Adattamento.
Questo illumina subito, relativamente al fatto che lo stress non è “un qualcosa” che piomba come atto funesto della natura sulle persone, ma piuttosto un meccanismo che stimola gli individui ad adottare delle strategie comportamentali per trarne delle positive conseguenze personali. Infatti la S.G.A. è quel meccanismo che sta alla base della nostra evoluzione e che, attraverso il sistema di stimolo - risposta, ha permesso alla nostra specie di sopravvivere adattandoci ad ambienti ostili e pericolosi, trovando le strategie più efficaci.
Studiando la fisiologia del fenomeno, noteremo che la maggior parte delle reazioni avvengono sul piano biochimico e sono attivate dal sistema neurovegetativo attraverso meccanismi autonomi; questo significa che tutte le reazioni e le conseguenti variazioni ormonali interne avvengono per via automatica (ad esempio, una delle reazioni interne più conosciute è l’immissione in circolo di adrenalina da parte della midollare dei surreni, alla quale seguono delle reazioni a caduta che coinvolgono diversi livelli del nostro organismo).
Le variazioni sul piano comportamentale sono quindi, molto spesso, la diretta conseguenza di biochimiche interne, cadute ormonali e necessità di compensazioni attivate dagli stimoli ambientali; l’antico sistema di attacco/fuga, nel quale l’attore principale è proprio il meccanismo adrenalinico, è l’esempio più concreto che accompagna l’uomo dalle sue origini cavernicole alle attuali scrivanie e ai nostri “moderni” luoghi di lavoro. Quindi da meccanismo antico lo stress è divenuto di grande attualità, perché se anticamente esistevano dei sistemi spontanei di compensazione e riequilibrio, attualmente con grande difficoltà l’individuo inserito nei propri luoghi di lavoro, all’interno delle strutture sociali e familiari, riesce a metabolizzare gli effetti sia sul piano biochimico che a livello comportamentale.
Hans Seyle, il medico ungaro-canadese che per primo decodificò la S.G.A. scoprì anche che esistono delle fasi attraverso le quali la sindrome si manifesta e che per questo possiamo pensare ad uno stress utile, al “sale della vita” quindi, e ad uno stress dannoso che può quindi diventare “veleno mortale”.
Scientificamente Hans Seyle definì le due fasi come: EUSTRESS, la fase del sistema dove ognuno di noi può trovare ed attivare risorse ed agire convenientemente per il proprio benessere e DISTRESS, la fase dove i meccanismi di controllo saltano, l’individuo non può più usare e mettere a disposizione del sistema al quale appartiene, sia azienda che privato, le proprie risorse e potenzialità. È interessante a questo punto chiedersi quali sono gli elementi che scatenano il DISTRESS, o per lo meno capire il momento in cui si passa da una fase all’altra.
In sintesi potremmo dire quanto segue:
S.G.A significa, quindi, che a determinati stimoli ambientali, siano essi POSITIVI o NEGATIVI (e questo inciso è molto importante) il nostro sistema mente/corpo deve elaborare dei meccanismi di risposta a più livelli. Ciò che fa passare S.G.A. da EUSTRESS a DISTRESS è la quantità di stimoli contemporanei e la loro PERSISTENZA NEL TEMPO!
Mal di testa, dolori cervicali e al rachide, variazioni dello stile alimentare, incapacità di riposo notturno, alterazione del ritmo cardiaco e dei valori pressori, difficoltà digestive e disturbi intestinali, alterazioni e disturbi della sfera sessuale….sono queste solo alcune delle manifestazioni della fase DISTRESS.
Che fare quindi? Diversi e molto utili sono i percorsi che proponiamo alle aziende variamente strutturate e di varie dimensioni dove il personale viene istruito su modalità comportamentali e tecniche utili facilmente e velocemente applicabili. Ma se volessimo in questa sede dare un suggerimento pratico che scaturisce da tutte le considerazioni finora esposte, potremmo sinteticamente dire: SOSPENDERE lo stimolo!! Ridurre cioè la quantità di stimoli ambientali e creare dei momenti nei quali possiamo percepire la loro totale sospensione.
|
Loris De Martin. Naturopata e Trainer in PNL è esperto e formatore in area Benessere Produttivo e Gestione dello Stress. Si occupa di organizzazione di eventi culturali e di sviluppo della produttività in ambito aziendale. È professore a contratto in “Tecniche corporee e di Equilibrio Psicofisico per Musicisti” nei Conservatori Musicali Italiani. |
(Per una corretta riproduzione del video richiesto Windows Media Player).
Approfondimenti - Libro di riferimento
![]() |
Benessere e cambiamento in azienda |
Corsi interaziendali
- Benessere produttivo e Worklife Balance Codice: CR.012 Durata: 2 gg
- Gestione dello stress nel lavoro Codice: FM.022 Durata: 2 gg
Benessere e cambiamento in azienda
Relazione e comunicazione efficace
Sviluppo e gestione della qualità
Tecniche di vendita e negoziazione
Il manager del cambiamento
Marketing e innovazione
Potenziare la propria professionalità
Problem solving relazionale
Creatività e sviluppo personale
Performance e saving in produzione


