Relazione e comunicazione

 

Comunicazione non verbale

 

Autore: Raffaele Malorgio


Come, quando e perchè comunichiamo con il corpo? Quali sono le forme di comunicazione principali?
All’interno del workshop a queste domande verrà data una risposta approfondita: si parlerà di quanto è importante nella vita quotidiana il linguaggio del corpo e come mai il corpo non può mentire.
Attraverso domande e spiegazioni interattive comprenderemo i diversi significati di questo linguaggio.
I vari segnali del nostro corpo sono importanti anche per definire il rapporto che abbiamo con il corpo, con lo spazio, il tempo: questi esempi permetteranno di capire come viviamo il concetto di distanza.
C’è chi accompagna poi la comunicazione con dei gesti e i gesti indicano qualcosa che riguarda la nostra personalità e il modo con cui vogliamo entrare in contatto.
Saper leggere i messaggi del corpo diventa quindi un modo per migliorare le proprie relazioni nella vita professionale e sociale.


Comunicazione non verbale significa verità.
Essendo il linguaggio del corpo il 55% della nostra comunicazione, da qui si può comprenderne l’assoluta importanza.


La cosa forse più importante che la CNV definisce è come ci muoviamo e ci presentiamo nello spazio, come regoliamo le nostre distanze e come le comunichiamo. È proprio la distanza che ci rivela, che mostra la nostra posizione o relazione con il nostro interlocutore: da un lato ci protegge dagli altri e dall'altro ci permette di comunicare.


È stato per primo l'antropologo Edward T. Hall ad introdurre una classificazione degli spazi personali, tuttora valida, che prevede quattro zone: intima, personale, sociale e pubblica. È all’interno di queste quattro zone che la comunicazione non verbale nasce e si sviluppa con tutte le sue particolarità.
Ed è sempre la distanza il suo metro significativo, come se fosse la distanza che mettiamo nella nostra bolla invisibile che regola come ci muoviamo, cosa vogliamo fare entrare e cosa non all’interno del nostro mondo fisico, psichico e interiore.
E tutto avviene in modo spontaneo e inconsapevole.


Questo è ciò che studia soprattutto la prossemica, che è quella branca della psicologia che studia il modo in cui ci collochiamo nello spazio e regoliamo le nostre distanze rispetto agli altri e a ciò che ci circonda. In generale possiamo dire che le distanze si accorciano fra persone che presentano delle somiglianze per aspetti anche molto diversi.


Quando aumentano, invece, è possibile la presenza di comportamenti di "chiusura" e "protezione".
Naturalmente anche i gesti accompagnano tutto questo. Tenere le mani in tasca o le braccia incrociate sono tutti indizi di quanto ci sia non apertura al contatto e alla relazione sociale, mentre è cosa del tutto diversa se le mani vengono tenute libere.


Inoltre, quando incontriamo persone diverse da noi le distanze aumentano, quando invece maggiore è il grado d'intimità raggiunto, minori sono le distanze mantenute. In poche parole le distanze più ravvicinate funzionano, nei confronti di chi le vede, da indicatori di attrazione reciproca. Questo succede in famiglia fra genitori e figli come sul lavoro: sono tutte cartine tornasole per capire se i rapporti vanno bene o male.


La comunicazione non verbale intesa come distanza, evolve nel tempo, a parità d'età e di sesso.
È importante in questo sviluppo anche la nostra personalità: se siamo individui ansiosi o introversi, manteniamo distanze personali maggiori rispetto ad individui non ansiosi od estroversi. Mentre coloro che credono molto in sè stessi, tendono a rapportarsi con gli altri a minore distanza rispetto a persone che hanno poca fiducia in sè stessi. È quindi anche un discorso di autostima.


I comportamenti vengono comunque anche esagerati se c’è un intenzione e se, semplicemente, percepiamo la persona come non attraente e/o diversa da noi.
Anche gli spazi personali, negli ambienti lavorativi, non sono uguali per tutti. Ognuno ci tiene a quello che funziona di più per il proprio modo di essere, sottolineando sempre la nostra esigenza di privacy. Nel caso in cui il nostro spazio personale venga invaso e non abbiamo la possibilità o il desiderio di spostarci, possiamo mettere in atto dei comportamenti di isolamento, i cosiddetti "cut off" che tendono ad escludere automaticamente gli altri.
E i nostri gesti (es: alzare l’avambraccio in determinate situazioni, appoggiare il capo sulla mano destra) diventano modalità attraverso cui il nostro corpo si svela.


La comunicazione non verbale è quindi molto importante perché manda messaggi inconsci dal nostro spazio personale, rivelandoci segnali istantanei di come sta “andando” la nostra relazione con l’altro.

 

Raffaele Malorgio. Laurea in Sociologia. E' professore di Sociologia Generale presso l'Università degli Studi di Milano. Con esperienza in aziende ospedaliere, è esperto di comunicazione assertiva e non verbale, ascolto attivo, mobbing e disagio lavorativo, autostima, con particolare attenzione alle problematiche socio-organizzative e di cambiamento in ambito aziendale, sanitario e ospedaliero. È coautore del volume "Relazione e Comunicazione efficace", edizioni FAG.

 

Webinar  Webinar da acquistare in Area SkillPlace


 

Approfondimenti - Libro di riferimento

copertina libro

Benessere e cambiamento in azienda
Argomenti trattati in questo volume:
(1) Potenziare i talenti
(2) Un viaggio di cambiamento
(3) Sviluppare la vitalità
(4) Emozioni e potere personale
(5) Professionalità e relazioni

  recensione


Corsi interaziendali