Il manager del cambiamento
Coaching e Counseling Aziendale
Autore: Gian Carlo Manzoni
Oggigiorno viviamo in un fitto intreccio di reti di interazione, in famiglia, nel privato e sul lavoro. Pensiamo ad Internet, ad esempio, e/o alle strutture organizzative complesse, ad esempio quelle a rete o a matrice. Viviamo ormai in rete e siamo sempre più collegati o almeno c’è questa consapevolezza di base. Queste reti sono d’interazione e di relazione, o meglio, reti che cercano la qualità della relazione e dell’interazione. Reti che in ogni modo cercano di conseguire velocemente gli obiettivi.
In questa società dove la qualità della relazione sembra perdere i suoi connotati originari, mutando continuamente modalità e finalità, il counseling e il coaching trovano sempre più senso.
Carl Rogers, psicologo statunitense, forte del convincimento che il bisogno di autorealizzazione è la motivazione principale del comportamento umano, sosteneva che il miglior modo di aiutare una persona è quello di farle comprendere la situazione a 360° in modo da renderla responsabile delle sue scelte. In quest’ottica si colloca il counseling, come colloquio individuale volto a confrontarsi su temi personali e professionali, emotivamente ed emozionalmente importanti, al fine di fare emergere le risorse individuali che possono aiutare al cambiamento ed alle scelte indicative.
In questo senso riprende la metodica socratica della maiuetica, l’arte della levatrice che tira fuori,le potenzialità presenti nell’interlocutore aiutandolo a sostenersi nel tempo.
Una grande capacità necessaria al counselor è l’ascolto e la capacità di relazione con l’altro, d’interazione, alla ricerca di una consulenza per migliorare se stesso e le sue relazioni. Diventa quindi una professione trasversale in ogni campo professionale.
L’EAC, l’Associazione Europea di Counseling, ha definito che il suo obiettivo è quello di offrire ai clienti l’opportunità di lavorare con le modalità da loro stessi definite per condurre una vita più soddisfacente e ricca di risorse.
In questo caso la difficoltà o il problema diventa per il counselor e il suo cliente attesa di cambiamento, occasione di trasformazione.
Concentrandosi su un obiettivo specifico nella vita presente, il counseling propone strategie d’ascolto e di comprensione del processo e della situazione nel presente, dandone un senso più ampio e allargato.
L’individuo diventa quindi il centro del cambiamento anche in termini di flessibilità personale.
Il counseling, utilizzando le parole di Maslow (psicologo statunitense noto per aver ideato una gerarchia dei bisogni umani, la cosiddetta piramide di Maslow), si propone di aiutare gli uomini a diventare quanto possono e quanto profondamente sentono di diventare.
Dal punto di vista tecnico il counseling incoraggia lo sfogo emotivo durante i colloqui in modo da permettere al cliente di sentire le sue emozioni e di chiarirle, quindi di comprendere i suoi sentimenti. Riconoscere è fondamentale per il counseling, come accettare e quindi integrare in un nuovo percorso di cambiamento, attraverso la conoscenza.
Il counseling permette la crescita personale e professionale aprendosi alla fiducia e alla speranza del e nel cambiamento personale: in tal senso è uno strumento privilegiato d’educazione, se attivato in tempo e con attenzione, perché permette di osservare la situazione da diversi punti di vista.
Fa leva soprattutto sui bisogni del singolo, in particolar modo sulla libertà individuale, sempre presente, di sentirli e di seguirli, quindi sulla sua responsabilità nello scegliere le diverse possibili soluzioni ai suoi problemi.
È essenzialmente un incontro tra due persone con un obiettivo molto alto: consapevolezza dei propri impulsi, bisogni, sentimenti, desideri.
Come questi scorrono nella vita personale e professionale, diventando vincoli o risorse secondo i casi.
Il coaching è più focalizzato sugli obiettivi che si devono o si vogliono raggiungere ed è riconosciuto come il metodo migliore per assicurare che la performance dei singoli individui e del team sia sviluppata e mantenuta nel tempo.
Il coach aiuta i suoi clienti a raggiungere questi risultati/obiettivi, guardando il futuro, ed attivando quelle risorse utili e necessarie affinché questi risultati/obiettivi diventino realtà.
Risultati migliori in minor tempo: questo può essere il motto del coaching.
Come una carrozza o vettura, il coach trasporta il cliente dal luogo di partenza al luogo desiderato, grazie alla definizione degli obiettivi e di un piano d’azione.
Il coaching condivide molti presupposti della PNL, della quale spesso utilizza tecniche specifiche per definire il sistema dei valori, bisogni, convinzioni.
In tal senso il coach amplia la mappa che il cliente utilizza per trovare la sua strada, favorendo la produzione di comportamenti corretti, mantenendo il focus sugli obiettivi definiti e sul superamento dei limiti percepiti.
Il coach permette al cliente di accelerare la propria crescita personale, utilizzando le proprie risorse, la propria creatività, fidandosi delle proprie capacità, generando soluzioni in modo spontaneo ed automatico.
Quindi cosa scegliere e come scegliere?
Esistono diverse forme di counseling e di coaching e, a parte distinzioni di strumenti e approcci utilizzati, ambedue gli interventi agiscono come facilitatori di processi.
Il consulente, la sua esperienza e competenza possono fare la differenza.
Gli stessi approcci hanno comunque un’intensità, un tempo e una direzione differente: queste sono le variabili che possono fare la differenza.
Su questi elementi si può fondare una distinzione operativa, dato che il fine ultimo rimane lo stesso: dare supporto all’individuo nell’esplorazione di sè stesso, attraverso una consulenza individuale, stimolandolo con ascolto attivo, suggerimenti, domande.
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Gian Carlo Manzoni. Ingegnere e formatore, counselor aziendale, orientatore familiare ed esperto in Ipnosi Ericksoniana. Trainer di PNL certificato presso la NLP University di Robert Dilts in Santa Cruz (USA). È Membro della Global NLP Training and Consulting Community. È partner di econsultant e responsabile dell’area manageriale. Si occupa di strategie di comunicazione, marketing dei media digitali, e gestione delle risorse umane, e lavora con alcune delle più grandi aziende italiane e straniere come formatore e consulente sui temi della comunicazione e formazione. È docente di “Pianificazione di Marketing” nel Master “Business Strategy & Competitive Technologies” presso l’Università degli studi di Bergamo. |
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