Glossario


Ovviamente non poteva mancare un "gergo" tipico anche nel campo della sicurezza. Paroloni spesso difficili il cui significato può variare quando è filtrato dalle conoscenze personali, dalla propria cultura e dalla propria conoscenza della lingua. Per ovviare a questo fattore di criticità, il glossario considera i termini in uso e ne descrive il significato in modo che ci possa essere un’univoca interpretazione.


Danno

Un danno, o potenziale perdita, è la conseguenza di un'azione o di un evento che causa la riduzione quantitativa o funzionale di un bene, un valore, un attrezzo, una macchina, un immobile o quant'altro abbia un valore economico, affettivo, morale.


Probabilità

La probabilità misura la possibilità di verificarsi di un effetto a seguito delle proprie od altrui azioni.


Rischio

Il rischio è calcolato come prodotto tra la potenziale perdita, il danno, e la probabilità che questo si verifichi. Tipico è l’esempio del terremoto che può avere un valore del rischio massimo o nullo.
Nel caso di un terremoto anche lieve ma in una zona storica fortemente antropica il rischio sarà massimo, anche in una zona con un basso grado di sismicità perchè il danno che consegue all’effetto del movimento tellurico è elevatissimo considerando l’ambiente storico (edifici vetusti costruiti in assenza di norme antisismiche) e la presenza di molti abitanti.
Nel caso di un terremoto in pieno deserto, il rischio è nullo in quanto il danno è nullo.


Valutazione del rischio

La valutazione del rischio è una fase del processo di gestione del rischio. Valutare il rischio significa misurare i due fattori che lo influenzano: la grandezza del potenziale danno e la probabilità che questo avvenga.

 

Singolo rischio
Ri = Lip(Li)

Rischio totale
R =RiLip(Li)

 

Eseguire questa valutazione può essere molto difficile e soggetta ad errore in quanto non è semplice definire danno e probabilità non esistendo una scala metrica. In ogni caso ogni rischio deve essere analizzato e valutato secondo le condizioni reali. Lo stesso effetto può avere fattori di rischio molto diversi fra di loro come testimonia anche il classico esempio del terremoto.
Nella valutazione del rischio sono coinvolte varie fasi che richiedono il contributo di discipline differenti.


La prima fase consiste nell' identificazione del rischio ed è finalizzata a determinare la possibilità di essere sottoposti ad effetti dannosi a seguito di un evento. Gli eventi da considerare sono tutti gli eventi ragionevolmente possibili ed i loro effetti dannosi. L’evento "movimentazione dei carichi" può provocare, ad esempio, dei disturbi all’apparato muscolo-scheletrico. La manipolazione di sostanze tossiche può provocare avvelenamenti.


Successivamente viene valutata la "dose" di effetto alla quale si è sottoposti. Data la molteplicità dei possibili effetti, la definizione della dose massima è frutto di studi, esperienze, osservazioni.
La combinazione di questi fattori definisce la stima del rischio Ri.


Rischio residuo

La valutazione dei rischi permette di studiare, in modo spesso scientifico, gli effetti dannosi per intraprendere le opportune misure correttive di protezione. Dopo l’applicazione di tutti i dispositivi collettivi che la tecnologia del momento consente, può restare, ed in genere è così, un rischio residuo, assai minore del precedente, che sarà opportunamente gestito con altre misure come l’utilizzo di dispositivi individuali di protezione.