Formazione Esperienziale
La formazione esperienziale (indoor ed outdoor) e' una metodologia formativa con "esperienze" fisiche e comportamentali al di fuori del mondo lavorativo e "fuori dall'aula", in uno spazio di prove e sperimentazioni in uno spazio di prove e sperimentazioni vissuto come un luogo privilegiato, protetto da eventuali influenze negative, primo tra tutti quello del giudizio, del criticare e dell’essere criticati; uno spazio dove dialogo, scambio e conoscenza vengano percepiti come un’occasione intelligente di apertura al confronto e all’incontro con gli altri. L'outdoor esperienziale fa conseguire strumenti operativi reali alle persone coinvolte in modo che l'esperienza divenga strumento d'innovazione presso le organizzazioni realmente interessate a far crescere le risorse umane. Sono previste brevi sessioni in aula, anche serale e intense sessioni outdoor e comunque in un contesto esperienziale. Ogni sessione sarà condotta da uno o più trainer specialisti dell'argomento. Si richiede ai partecipanti dinamismo e team spirit.Queste esperienze permettono di riprodurre dal vivo una serie di vissuti emotivi e comunicativi, di superare convinzioni limitanti, fissare e raggiungere obiettivi, prestare attenzione all'altro, risolvere problemi sia da soli che in gruppo ed altri temi formativi ancora.
La numerosità delle esperienze Outdoor possono permettere i seguenti apprendimenti, da scegliere secondo le abilità necessarie: abilità interpersonali, abilità personali, abilità organizzative. econsultant puo offrire una metodologie che, contemplate in contesti successivi, portano ad processo reale di formazione integrata e vissuta per migliorare la propria comunicazione.
Facilitare l’attenzione ed il cambiamento nei gruppi
“Sicurezza”....., anche in termini esperienziali, e’ un termine, forse, un po’ vago nell’immaginario collettivo, che comprende significati anche molto differenti tra loro, spesso legati alle proprie esperienze e capacita’.Allo stesso modo, quando si parla Outdoor esperienziale e di facilitazione, non si può non fare riferimento alla nostra capacità di attenzione, di fare team e di essere team, incoraggiando le persone a “stare più attenti” a noi stessi, a chi lavora con noi, al nostro ambiente di lavoro quotidiano. Il risparmio ottenuto dall’aumentata attenzione, viene reinvestito nel miglioramento qualitativo del prodotto e/o servizio che forniamo. Si fa leva sull’attenzione quando si fanno corsi di coaching per team, seminari per risolvere conflitti o per comprendere le diversità anche multiculturali, ad esempio. In tal caso esistono centinaia di metodi differenti, migliaia di diversi formatori, milioni di costi… ma come si possono voi creare ed erogare metodi di addestramento sostenibili, “sicuri”, che permettono non solo al partecipante di comprendere il messaggio che si vuole comunicare…ma soprattutto di tradurlo nella sua vita quotidiana?
Ogni trainer conosce e teme le sfide ed i pericoli dei corsi di formazione: i partecipanti vengono, partecipanti vanno. Cioè escono dalla loro attività lavorativa quotidiana e poi ci rientrano subito dopo, rientrano dirittamente e nuovamente nella routine, dimenticando tutte le buone intenzioni che avévano preso durante il corso di formazione. Con questa preoccupazione, come può un formatore incoraggiare un gruppo di sconosciuti, persino di rivali, o un gruppo che consiste dei membri di reparti differenti, per formare improvvisamente un'unità, un nuovo sistema funzionante? Per fare questo è necessario da generare un’ ESPERIENZA sostenibile, reciproca sia per l’individuo sia per il gruppo. Quindi un PIANO DI AZIONE che ha significato per ogni singolo partecipante e che fa sentire la squadra come se fosse “un soggetto unico ed intero” - un piano d'azione che diventa scenario per le esperienze più importanti, da portare in azienda e nella vita.
Gli strumenti METALOG® sono strumenti intesi come metafore di interazione, e quindi permettono ai partecipanti di fare esperienza in un senso genuino. Con metodi d'apprendimento empirici, si può fare rispettare il reale trasferimento di ciò che si ascolta e si vede “nella mente” in una sostenibile esperienza pratica, permettendo agli oggetti presentati nel seminario di venire applicati, come esempio pratico, nelle situazioni di vita reale. Questi attrezzi per l'apprendimento permettono che qualsiasi gruppo “VIVA” esperienze come la comunicazione, il lavoro di squadra, l’attenzione alle procedure ed alle regole, i ruoli, la direzione, la trattativa o la vendita durante il corso di un seminario. I vantaggi di questi scenari sono chiari ed impressionanti: possono essere usati molto flessibilmente, facilitano il rapporto del gruppo, contribuiscono a preparare i partecipanti per le grandi attività e progetti – ed in sintesi consentono di fare e formare quella base che permette risultati durevoli dei processi dell'apprendimento e del cambiamento. Basato principalmente sul pensiero sistemico e sul costruttivismo e su soluzioni orientati ai modelli quali la terapia ipnotica Ericksoniana e la PNL (Programmazione Neuro-Linguistica), METALOG®, insieme ad econsultant, ha sviluppato un concetto PRAGMATICO ED APPLICATIVO per l'uso delle metafore di interazione in squadra e nel coaching organizzativo.
Metafore e Strumenti operativi per facilitare l’apprendimento ed il cambiamento Partiamo da questo presupposto:l’influenza della propria conoscenza e capacità pervade ogni nostra azione quotidiana, sia essa legata alla vita lavorativa quanto all’aspetto privato e quotidiano. E’ importante, tuttavia, soffermarsi a valutare le proprie azioni. Come funzionano le metafore di interazione?
Partono da situazioni specifiche che diventano la metafora di quello che accadrà in azienda o nella vita in quello specifico contesto.
In primo luogo attivano tutti i sensi del partecipante al corso. Occorre VEDERE…bene VEDIAMO…, occorre SENTIRE…bene ASCOLTIAMO…occorre TOCCARE…bene TOCCHIAMO…
In termini di ipnoterapia il processo di ricerca di transderivazionale è iniziato: Ogni singola persona cerca il suo proprio significato della metafora, basato su un modello specifico della realtà, della sua realtà.
In questo telaio, la struttura della metafora definisce la struttura di questo processo di ricerca. Tutte le metafore di interazione sono inviti a cambiare il proprio punto di vista. Rappresentano un filtro nuovo della realtà e possono quindi offrire ai sensi di vedere, di sentire e di toccare. Il centro di questa teoria è, quello dal coinvolgimento in una situazione metaforica - che è isomorfica rispetto ad un problema presente nell'ambiente – ed il suo significato viene CONTESTUALIZZATO per ogni diverso partecipante esattamente riprendendo il SIGNIFICATO che ha per lui, lei e per il gruppo di lavoro.
E SI IMPARA FACENDO.
Osserviamo le persone e comprendiamo i loro bisogni.
Ciascuno dei nostri strumenti mette il gruppo nelle situazioni più differenti, ma sempre chiede una soluzione, che può essere realizzata soltanto “funzionando” insieme come gruppo. La squadra è tenuta a STARE ATTENTA, ad acquistare padronanza nella comunicazione e a trovare strumenti di cooperazione efficienti ed efficaci. Occupandosi di ogni membro del gruppo a vicenda, ascoltando ogni partecipante, ascoltando le sue qualità e debolezze, lasciandosi andare sapendo che qualcuno sarà là per voi – facilitando attenzione e rispetto.
Di conseguenza, per motivare un gruppo a partecipare attivamente ad un piano d'azione d'apprendimento empirico, è importante capire di cosa ha bisogno….
“Noi vogliono essere ascoltati….” Alcuni dicono. Altri invece “Perché facciamo questo?„
Questi bisogni possono essere segnali di desiderio del gruppo per riorganizzarsi e/o per aumentare la fiducia in se stesso. Come tale, segnalano una risorsa importante per un ulteriore processo di addestramento. Il rifiuto dal gruppo, in questo senso, può invece significare: “Ora, i nostri bisogni sono differenti da che cosa state offrendoci!„ o “Ho bisogno di più informazioni su quello che sta per accadere oggi.„ È essenziale comprendere i bisogni, e lavorare sui bisogni, rendendo le persone più sicure di se stesse e del loro rapporto con gli altri, con le regole di lavoro e con l’ambiente in cui vivono.
In tal senso il gruppo veramente può apprendere ottenendo la forza di organizzazione autonoma protesa al cambiamento.
In tal senso le persone diventano ATTENTE E PROATTIVE, osservando le regole che sono necessarie per il buon funzionamento del sistema, inventando nuove regole pratiche che possono essere utili a sé e agli altri, integrando nelle regole abituali nuove modalità di osservazione, di fare insieme e sane abitudini operative.
Siamo proprio sicuri di ricordarci cio’ che dobbiamo sapere?
Con in nostri strumenti ed esercizi, rispondiamo positivamente a questa domanda.
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